L’
Associazione Genitori 2° Circolo Bollate ha deciso di creare un “manuale” per
fornire ai rappresentanti di classe quelle informazioni utili per svolgere al
meglio il proprio compito. In questo modo intendiamo confermare il nostro ruolo
di coordinamento/aiuto fra la scuola e quei genitori che, con interesse e
passione, operano nella scuola stessa.
Questo strumento
vorremmo diventasse un
vademecum per muoversi con serenità e disinvoltura all’interno di un’Istituzione
Scolastica che sta cercando sempre più di aprirsi, farsi conoscere e
relazionarsi coi genitori, partner educativi per eccellenza.
Vi auguriamo una piacevole ed attenta lettura,
condita da un pizzico di ironia al fine di svolgere un lavoro con serietà senza
diventare seriosi.
COME
ACCOGLIENZA
È il modo in cui inizia l'attività scolastica nei primi mesi di scuola, con nuovi alunni, nuovi insegnanti e nuovi genitori, inserendoli da subito nel
vivo del lavoro scolastico in una corretta prospettiva di collaborazione.
Una buona accoglienza iniziale è il principio per una perfetta e serena collaborazione nel seguirsi dei mesi.
ASCOLTO
Dote essenziale per chi deve collaborare con altre persone. Un buon ascolto, infatti:
• valorizza la persona che parla
• crea una situazione accogliente (vedi ACCOGLIENZA)
• mette a proprio agio i più timidi
• favorisce il dibattito
• invoglia alla partecipazione
Caratteristiche di un buon ascoltatore:
• deve mostrarsi interessato a ciò che viene detto, anche se non lo condivide;
• deve prestare attenzione all’uso del linguaggio non verbale suo e altrui (mimica facciale, smorfie, sospiri, scuotimenti di capo, ecc.);
• non deve esprimere giudizi ma mostrarsi imparziale.
Siate dunque comprensivi, sappiate ascoltare ma restate neutrali: ricordate che spesso la ragione non è mai da una parte sola e che, per avere un
giudizio equilibrato, è necessario ascoltare tutte le campane.
ASSEMBLEA
Strumento di partecipazione democratica dei genitori alla vita scolastica. Per indire un’assemblea nei locali dell’Istituto è necessario inoltrare,
con congruo anticipo (10-15 giorni salvo accordi diversi), una richiesta al DIRIGENTE SCOLASTICO (vedi). Il testo deve essere molto semplice. Se è il
caso va aggiunta l’eventuale partecipazione di relatori esterni (psicologi, pedagogisti, esperti, ecc.); è opportuno indicare un recapito per la risposta
(telefono o fax o e-mail o classe del figlio).
L’autorizzazione può essere negata per motivi organizzativi interni alla scuola, in caso di attività con fini di lucro o prive di finalità educative e
nei casi in cui vi sia evidente violazione del codice penale.
ASSEMBLEA DI CLASSE
Solitamente l’assemblea di classe si svolge prima del CONSIGLIO DI INTERCLASSE (vedi), ma è possibile indire un’assemblea anche in giorni e orari diversi.
Come fare per essere efficaci e attirare l’attenzione:
• è consigliabile, soprattutto in occasione delle prime assemblee, presentarsi ai genitori, invitandoli a fare altrettanto (prendete nota dei nomi).
Quindi ringraziate gli intervenuti e passate all’esame dell’O.d.G.;
• durante il dibattito è bene prendere appunti, utili sia per fare il punto della situazione, sia per stilare il verbale (vedi).
Il rappresentante ha il compito di facilitare il dibattito, e per far questo non deve prendere esempio dai moderni talk-show né tanto meno ispirarsi
alle… riunioni di condominio! Il rispetto delle persone deve essere sempre garantito, quindi sono proibite le offese e le polemiche sterili.
Meglio concentrarsi sull’analisi della situazione e della valutazione delle possibili soluzioni, nonché sulla ricerca di proposte da portare ai docenti.
In casi estremi, se la discussione dovesse degenerare, il rappresentante può allontanare dalla riunione coloro che non rispettano le regole della buona
educazione;
• cercate di mantenere un atteggiamento pacato e sereno, facilitando gli interventi di tutti e limitando gli interventi “fiume”.
Datevi inoltre dei tempi per la discussione e cercate di rispettarli;
• il parere espresso in assemblea dal rappresentante di classe ha lo stesso peso dei pareri degli altri genitori: non è vincolante e può essere anche
posto in minoranza. Le decisioni prese in assemblea, al contrario, hanno valore vincolante e dovranno essere accettate da tutti i genitori, siano essi
presenti o meno (vedi VALIDITA’ ASSEMBLEA);
• al termine dell’assemblea si ringrazieranno nuovamente gli intervenuti dando loro appuntamento alla prossima riunione. Consigliabile, ma non
obbligatorio, far pervenire a tutti i genitori copia del verbale. Lo stesso verbale deve essere inviato in copia all’ASSOCIAZIONE GENITORI (vedi)
che spesso lo propone come strumento di lettura della situazione delle classi, dei punti di forza e delle criticità che vengono segnalati.
ASSEMBLEA GENERALE DEI GENITORI
L’assemblea generale può essere indetta sia per programmare le attività (quali ad esempio corsi di formazione e incontri con esperti sulle tematiche
giovanili), sia per illustrare l’operato del COMITATO GENITORI o dell’ASSOCIAZIONE GENITORI (vedi). Viene convocata con le stesse modalità descritte in
precedenza: richiesta al Dirigente Scolastico e comunicazione ai genitori di tutte le classi. Solitamente è presieduta dal Presidente del Comitato o
dell’Associazione Genitori.
ASSICURAZIONE
E’ stipulata dall’Istituto e copre infortuni e responsabilità civile. Le condizioni applicate dipendono dalla compagnia assicuratrice e solitamente si
applicano agli alunni, al personale scolastico, agli accompagnatori dei viaggi di istruzione, ai genitori degli alunni quando si trovano all’interno
dell’edificio scolastico. Poiché i genitori hanno il diritto di conoscere le condizioni applicate, sarebbe bene che copia della polizza
(o un suo estratto) fosse consegnata a tutti loro: l’Associazione Genitori può provvedere affinché questo adempimento sia eseguito. I genitori possono
eventualmente proporre al CONSIGLIO D’ISTITUTO (vedi) polizze assicurative con condizioni più vantaggiose.
ASSOCIAZIONE GENITORI
Si distingue dal COMITATO GENITORI perché, a differenza di questo, è costituita da tutti i genitori (rappresentanti e non) che ne divengono soci
tramite il pagamento di una quota associativa. Solitamente l’Associazione nasce per iniziativa di un gruppo di genitori (che costituiscono il primo
Direttivo), si dota di uno STATUTO (vedi), di un codice fiscale e viene registrata all’Ufficio del Registro (ora Registro delle Entrate).
L’Associazione opera in stretta sintonia con il Comitato Genitori del quale è, praticamente, l’organo esecutivo/finanziario: il Comitato, infatti,
per legge non può gestire soldi. Questo legame può essere rafforzato nei rispettivi statuti con l'introduzione di una norma che preveda il collegamento
fra i due organismi.
Spesso, soprattutto a causa della difficoltà a trovare persone disposte a far parte del Direttivo, Associazione e Comitato si fondono in un unico
organismo, e il Direttivo dell’una è anche Direttivo dell’altro. Tutte le cariche ricoperte all’interno dell’Associazione sono elettive e gratuite,
salvo rimborsi spese da approvare in assemblea.
AUTONOMIA
La scuola dell'autonomia si propone, in base alla legge 15 marzo 1997 n.59 sull’autonomia scolastica, di:
• riconoscere e valorizzare le diversità
• promuovere le capacità dei soggetti scolastici
• consentire ad ogni alunno le scelte più rispondenti al suo progetto di vita agevolando, dove necessario, il passaggio dell'alunno dall'uno all'altro
indirizzo di scuola (progetti “passerella”)
• adeguare l'insegnamento ai ritmi e agli stili di apprendimento
• essere attenta alle richieste formative delle famiglie nel contesto dell'esercizio della loro libertà educativa
• elaborare e realizzare un proprio piano dell'offerta formativa
• concorrere alla definizione dei curricoli
• collegare le istituzioni scolastiche in una rete di servizi
• consentire la stipulazione di accordi e convenzioni con soggetti esterni in grado di dare un apporto alla realizzazione di specifici obiettivi
• entrare in dialogo con il contesto culturale, sociale ed economico del territorio accogliendone le esigenze.
La scuola dell'autonomia è, quindi, una scuola responsabile nei confronti degli utenti, ne riconosce la centralità ed elabora un'offerta formativa a
misura delle loro esigenze. Le famiglie divengono così protagoniste responsabili e consapevoli, per la parte che loro compete, del percorso tracciato
dalla scuola.
È ovvio che l’autonomia di un istituto è limitata dalle norme nazionali, regionali e locali riguardanti la scuola, nonché dall’entità dei fondi di
spesa a disposizione.
COME
BACHECA ESTERNA
Consigliabile, soprattutto per l’Associazione Genitori, averne una dove appendere avvisi, comunicazioni, convocazioni di assemblee, indirizzi utili,
ecc. L’utilizzo della bacheca (esposizione/rimozione degli avvisi) è affidato ad un responsabile. Sarebbe bene consultarla spesso, ogni volta che ci si
reca a scuola. E’ utile, inoltre, mettere a disposizione dei genitori una cassetta postale, per raccogliere pareri, suggerimenti, richieste, comunicati.
BIDELLI O COLLABORATORI SCOLASTICI
Risorsa preziosa che è bene non inimicarsi: riuscire ad instaurare un buon rapporto con i collaboratori scolastici (vedi anche PERSONALE A.T.A.)
significa avere porte aperte (o quasi) alla scuola e assicurarsi un valido aiuto per quando dovremo distribuire volantini, avvisi, questionari,
raccogliere dati, chiedere informazioni, ecc. (vedi COMUNICAZIONE, regole per la distribuzione di documenti).
E’ importante rivolgersi ai collaboratori scolastici sempre in modo cortese, valorizzare il loro lavoro e mostrarsi comprensivi quando espongono le
loro lamentele o esplodono in furibonde arrabbiature: sicuramente non ce l’hanno con voi, ma in quel momento siete la loro valvola di sfogo. Alzi la
mano chi non è mai stato scortese o ha sfogato sul primo venuto le frustrazioni o la rabbia subite sul lavoro!
Il rispetto dei collaboratori scolastici e del loro lavoro è altrettanto importante. Ad esempio, evitate di camminare nelle zone appena pulite e
ancora umide, ma se vi capita di farlo, cercate di mimetizzarvi assumendo immediatamente la colorazione dei muri dell’edificio. E’ bene esercitarsi
un po’ per acquisire l’abilità necessaria.
Se utilizzate le aule per riunioni o altro, rispettate sempre l’orario concordato e lasciate le aule in ordine. Naturalmente capita spesso di
“sforare”: non aspettate che il bidello bussi nervosamente alla porta e vi incenerisca con lo sguardo mentre vi mostra l’orologio dalle lancette
enormi e stranamente abbaglianti: uscite prima dall’aula e comunicate che ci sarà un leggero ritardo, che non deve però superare la mezz’ora.
Nel caso i tempi fossero più lunghi è meglio aggiornate la riunione. I ritardi non devono divenire una consuetudine: cercate di calcolare bene i tempi.
Ringraziate sempre per il servizio che vi hanno reso; ricordate che la nostra piccola, insignificante richiesta si aggiunge alle altre piccole,
insignificanti richieste quotidiane di centinaia di persone: docenti, amministrativi, alunni, operai, altri genitori
BILANCIO DI ISTITUTO
Vedi PROGRAMMA ANNUALE
BUROCRAZIA
Variabile da Istituto a Istituto secondo le direttive. Solitamente gli organismi dei genitori sono caratterizzati da un basso livello di formalità.
La burocrazia eccessiva soffoca lo spirito di iniziativa, rende il clima poco accogliente, ingessa i rapporti e scoraggia la partecipazione.
COME
CARATTERISTICHE
Un buon rappresentante di classe dovrebbe innanzitutto essere contento di fare il rappresentante e non essere costretto a rivestire il ruolo
“perché altrimenti non lo fa nessuno”. Solo se fare il rappresentante è stata una scelta convinta e non un compito imposto o subito, la persona
eletta saprà sviluppare tutte le sue capacità e potenzialità, affinando le doti indispensabili per svolgere questo ruolo: attenzione, disponibilità,
sensibilità, diplomazia, entusiasmo, capacità di coinvolgimento, consapevolezza. Con il tempo il “bravo rappresentante” convinto impara ad ascoltare,
negoziare, osservare, valutare, coordinare, proporre, criticare costruttivamente, accogliere, stimolare, mettere a proprio agio, creare legami non
formali, sintetizzare, sdrammatizzare, pazientare, ecc. ecc. ecc.
Una persona con tutte queste qualità non può che… fare il rappresentante a vita, ed è in effetti quello che poi succede.
CELLULARI
Inutile dirlo:
devono essere tassativamente spenti durante le assemblee, le riunioni ed i colloqui
CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI (C.S.A.)
Il C.S.A. ha sostituito il Provveditorato sia a livello provinciale che regionale e svolge le seguenti funzioni:
Pianificazione e integrazione dell'offerta formativa
• Programmazione, concertazione e controllo delle politiche scolastiche e formative
• Integrazione delle politiche formative in raccordo con l'Ente Regione, gli enti locali, il mondo del lavoro, delle professioni e della cultura
• Parità scolastica
• Comunicazione ed organizzazione di eventi
Risorse umane e professionali
• Servizio Legale regionale
• Organizzazione e gestione delle risorse umane della scuola (formazione delle graduatorie permanenti, assegnazione delle supplenze annuali su posti vacanti)
• Organizzazione, gestione e valutazione dei Dirigenti scolastici
• Intervento su ricorsi per inadempienze relative agli Organi Collegiali
Risorse finanziarie
• Pianificazione, programmazione, gestione e controllo delle risorse finanziarie
• Supporto, vigilanza, controllo e verifiche sulla gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche
COLLEGIO DEI DOCENTI
E’ composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio nell’Istituto, ed è presieduto dal Dirigente scolastico. Il Collegio Docenti è
convocato dal Dirigente scolastico secondo quanto stabilito dal piano annuale delle attività e, in via straordinaria, qualora se ne ravvisi la necessità.
Il Collegio Docenti, tenendo conto di eventuali proposte e pareri dei Consigli di classe e nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal
Consiglio di Circolo, ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico; nello specifico:
• cura la programmazione dell’azione educativa per adeguare i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e per favorire il
coordinamento interdisciplinare, nel rispetto della libertà d’insegnamento garantita ad ogni docente;
• formula proposte al Dirigente scolastico per la formazione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, la formulazione dell’orario di lezione
e lo svolgimento delle varie attività. Promuove inoltre iniziative di sperimentazione;
• delibera in merito alla suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi (quadrimestri o trimestri);
• valuta periodicamente l’andamento dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli obiettivi programmati, proponendo, ove
necessario, le opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica;
• provvede all’adozione dei libri di testo scelti dai Consigli di classe e alla scelta dei sussidi didattici;
• promuove iniziative di aggiornamento dei docenti;
• programma e attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap, per gli alunni stranieri e per i figli di lavoratori
italiani emigrati;
• in caso di scarso profitto o irregolare comportamento degli alunni individua i mezzi per ogni possibile recupero, al fine di evitare la dispersione
scolastica;
• esprime parere, per gli aspetti didattici, in ordine alle iniziative riguardanti l’educazione alla salute e la prevenzione delle tossicodipendenze.
COMITATO GENITORI
E’ un organismo di rappresentanza il cui scopo è quello di portare all’interno della scuola la voce dei genitori. E’ costituito dai rappresentanti
dei genitori eletti, che si riuniscono nei locali dell’Istituto concordando orari e date con il Dirigente scolastico (vedi ASSEMBLEA). Il Comitato è
convocato dal Presidente del Co.Ge. che può riunirlo anche su richiesta del Dirigente scolastico.
la “Legge sull’Autonomia scolastica” ed i successivi Regolamenti attuativi assegnano al Co.Ge. un ruolo propositivo nell’ambito del Piano dell’offerta
formativa: “Il Piano dell’offerta formativa (POF) è elaborato dal COLLEGIO DEI DOCENTI sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola…
tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori …”
Il Co.Ge. viene vissuto dai genitori come:
• un gruppo di lavoro dove si costruiscono progetti attraverso la collaborazione attiva e dove esiste il piacere di lavorare insieme;
• una risorsa interna alla scuola;
• un luogo di incontro, stimolo, sostegno, confronto, ascolto, osservazione ed auto-educazione;
• un centro di raccolta ed elaborazione dati;
• un organo di controllo dei diritti e doveri;
• un mezzo per rendersi visibili ed essere ascoltati.
Il Co.Ge. è sostanzialmente un luogo di sintesi e proposta che può svolgere le seguenti funzioni:
• favorire i rapporti tra genitori, alunni e docenti nell’Istituto;
• raccogliere bisogni, istanze, problematiche, valutazioni, opinioni dei rappresentanti dei genitori – e non solo - per farli presente durante il
lavoro di organizzazione, aggiornamento, analisi, programmazione, ecc. dell’Istituto;
• fornire indicazioni ai genitori eletti nel CONSIGLIO DI ISTITUTO;
• aiutare i rappresentanti che si trovino in difficoltà a trovare risposte adeguate ai loro problemi;
• favorire la circolazione delle informazioni;
• organizzare corsi di formazione per le famiglie in relazione ai bisogni rilevati.
Un gruppo di genitori ha individuato le condizioni necessarie affinché un Comitato funzioni. Eccole di seguito elencate:
• partecipazione attiva di tutti i rappresentanti di classe;
• visibilità (lettere, questionari, iniziative, riunioni, bacheca, giornalino, sito web, ecc.);
• incontrarsi regolarmente per preparare ed organizzare gli interventi che devono avere obiettivi mirati e perseguibili;
• formare commissioni di lavoro per ottimizzare gli interventi;
• creare buone relazioni con gli alunni, con gli altri genitori, con i docenti e con la dirigenza;
• creare uno “storico” del Comitato da lasciare come traccia ai futuri componenti del Direttivo;
• collaborare con Enti esterni;
• reperire fondi;
• raggiungere una gratificazione personale derivante dalla soddisfazione di lavorare in un gruppo affiatato.
Ovviamente un Comitato lavora bene e si migliora solo se sono in molti a collaborare. Per salvaguardare la “memoria storica” del Comitato Genitori
è inoltre importante trovare persone disponibili a ricoprire le cariche del Direttivo (presidente, vicepresidente, segretario, consiglieri),
affinché il lavoro svolto negli anni non vada perduto insieme alle risorse umane che lasciano la scuola perché i figli hanno concluso il ciclo.
COMMISSIONI
Sono gruppi di lavoro composti da docenti (in alcuni casi anche da rappresentanti di altre componenti: genitori, alunni, esperti, ecc.)
e fanno capo ai relativi responsabili.
Lavorano su obiettivi specifici che possono riguardare anche il supporto alla gestione della scuola (organizzazione orario, composizione
delle classi. ecc.) o la produzione di materiale didattico e progettuale. Ogni istituto, a seconda delle necessità, istituisce proprie commissioni
alle quali si possono aggiungere altre figure di sistema (Referenti).
Alcuni esempi di commissioni istituite nel nostro Circolo Didattico sono:
• Commissione Aggiornamento e Biblioteca
• Commissione POF
• Commissione Intercultura
• Commissione Continuità
• Commissione per l’Handicap
• Commissione Mensa
• Commissione Iniziative di Scuola Aperta
• Commissione Sempre Verdi
• Commissione Sicurezza
Dal numero e dalla tipologia di Commissioni aperte si possono avere indicazioni su quali tematiche l’Istituto ha posto la propria attenzione ed il
grado di coinvolgimento e disponibilità del personale.
COMPITI DEL RAPPRESENTANTE
Il rappresentante di classe è un genitore particolarmente interessato al mondo della scuola e alle relazioni che vi si instaurano. Egli mette quindi
a disposizione il proprio tempo e porta il suo contributo di esperienze e di capacità per partecipare direttamente alla vita dell’ambiente in cui suo
figlio si forma, per farsi carico di un pezzo di cammino della classe in cui il figlio è iscritto.
Ecco i compiti che un rappresentante deve svolgere:
• favorire un clima di dialogo, di fiducia, di collaborazione tra genitori, alunni, docenti della classe;
• raccogliere bisogni, problemi, opinioni, valutazioni, richieste dei genitori della classe per farli presente al docente interessato, al Consiglio
di Circolo, al Dirigente Scolastico, secondo le necessità. Il rappresentante deve farsi portavoce del parere della classe, che può anche non coincidere
con il suo;
• agire preventivamente rispetto ai problemi: sentire più pareri, soppesare opinioni e giudizi distinguendoli dai fatti, rivolgersi – in questo
ordine 1) alle persone direttamente coinvolte 2) agli insegnanti 3) al Dirigente Scolastico;
• curare l’informazione ed i rapporti con i genitori della classe (assemblee, relazioni, verbali, …);
• rapportarsi con l’Associazione dei Genitori. partecipando alle riunioni dell’Associazione, rispondendo ai questionari, leggendo gli avvisi esposti,
contattando i referenti del Direttivo (cassetta postale, telefono, e-mail).
In particolare un buon rappresentante deve saper sdrammatizzare le situazioni, evitando di enfatizzare critiche o atteggiamenti di sfiducia verso i
docenti: anche nelle situazioni più gravi deve utilizzare la
mediazione come strumento adatto a trovare soluzioni soddisfacenti per tutte le parti
coinvolte.
COMUNICAZIONE
Questo argomento è sicuramente di grande interesse perché tutti sono d’accordo nell’affermare che, attraverso un’efficace comunicazione, è
possibile veicolare idee, notizie ed iniziative; ciò nonostante, non è così facile comunicare ed i rappresentanti avvertono questa carenza come un
grave impedimento per lo svolgimento del proprio ruolo.
Per un rappresentante la comunicazione costituisce un problema piuttosto complesso perché si tratta di comunicare, nel caso più semplice, con tre
diverse componenti: genitori, Co.Ge. e docenti. Se si considera poi che il canale comunicativo è doppio, perché non si tratta solo di inviare messaggi
ma anche di riceverli e magari ritrasmetterli, ecco che subito ci si chiede: come faccio?
Comunicare con i docenti – E’ sicuramente il problema più semplice da risolvere: si sa dove e quando trovarli (vedi RICEVIMENTO GENITORI), li si
incontra nelle assemblee di classe e, ormai sempre più spesso, i docenti possiedono un indirizzo di posta elettronica sul sito web dell’istituto.
Comunicare con l’Associazione Genitori. I recapiti dei componenti del Direttivo, o almeno quello del presidente, sono solitamente riportati sui verbali
e spesso vengono forniti ad inizio anno tramite una lettera di presentazione del Co.Ge. in cui si illustrano le attività svolte e quelle in fase di
progettazione. I Comitati più evoluti o con più risorse (sia umane che finanziarie) possono disporre di un sito web proprio, redigere un giornalino e
perfino disporre di un proprio spazio d’ascolto all’interno dell’istituto (Sportello Genitori). Ricordiamo comunque che il canale d’elezione per
comunicare con il Comitato Genitori rimane la partecipazione diretta alle assemblee generali. Gli stessi canali comunicativi possono essere utilizzati,
peraltro, anche dai genitori non rappresentanti.
Comunicare con i genitori della propria classe – Stranamente è il compito più difficile: li si può raggiungere tramite contatti telefonici, lettere,
questionari, verbali, e-mail, ma nella stragrande maggioranza dei casi non c’è “ritorno”: le assemblee sono deserte, le risposte ai questionari sono
fiacche, i verbali non vengono letti…
Invece che lasciarsi prendere dallo sconforto si possono tentare queste strade:
•
cercate di essere efficaci nella comunicazione: chiarezza, sintesi e semplicità sono sicuramente i principali criteri da utilizzare nel comunicare
con gli altri;
•
ad inizio anno inoltrate una lettera ai genitori della vostra classe nella quale trapeli l’entusiasmo nel ricominciare: ricordate le attività svolte
l’anno precedente e quelle in fase di progettazione e invitateli a partecipare alle riunioni; comunicate il vostro recapito;
•
distribuite a tutti il VERBALE delle riunioni e fate pervenire anche i resoconti delle riunioni di Comitato;
• per migliorare la qualità del vostro operato e per essere più vicini alle esigenze dei genitori
proponete questionari conoscitivi e rendete noti i
risultati delle indagini svolte;
•
ricercate le informazioni che possono interessare ai genitori consultando il sito della scuola, chiedendo agli insegnanti o ricercando nei siti
riguardanti il mondo scolastico (vedi LINK), iscrivendovi a mailing list e partecipando a forum di discussione su internet;
•
quando possibile utilizzate la posta elettronica (vedi e-MAIL): è un mezzo rapido, vantaggioso e meno dispendioso delle telefonate o delle lettere;
• per imparare a conoscersi, soprattutto nelle classi prime,
proponete una riunione informale: una pizza in compagnia, una serata danzante, una gita
fuori porta fanno “gruppo” e stimolano la voglia di ritrovarsi;
•
non demordete e sappiate pazientare: in ogni caso nessuno vi potrà accusare di essere stato un rappresentante “poco comunicativo”.
CONFLITTI
I rappresentanti, soprattutto quelli alla prima esperienza, si trovano spesso impreparati ad affrontare i conflitti che possono nascere nel corso del
loro mandato. I problemi più comuni segnalati riguardano il rapporto con il Dirigente, l’ostruzionismo dei docenti, le difficoltà di relazione tra gli
alunni, l’incomunicabilità tra le varie componenti (docenti-genitori).
Non esiste una formula valida per tutti, perché ogni conflitto fa storia a sé. Le indicazioni che ci sentiamo di dare sono le seguenti:
• spesso un conflitto nasce da un malinteso: cerchiamo di migliorare la comunicazione per limitare i fraintendimenti;
• in qualità di rappresentante dobbiamo essere il più possibile obiettivi: ascoltiamo tutte le versioni e cerchiamo di avere un quadro chiaro prima
di agire;
• se il problema è grave è probabile che gli animi siano infuocati: sarà nostro compito riportare la calma e analizzare la situazione in modo freddo e
distaccato;
• spesso, di fronte ad un problema grave, lo strumento della delega viene utilizzano molto bene: “C’è il rappresentante, ci pensi lui; è stato eletto
apposta”. Niente di più sbagliato: il rappresentante è solo un
portavoce, colui che funge da contatto tra le varie componenti. Pertanto, è necessario
che tutti i genitori siano coinvolti nel trovare soluzioni, anche perché più cervelli pensano più soluzioni si trovano;
• prima di adottare una strategia, valutiamo bene tutti i pro e contro: solitamente è sbagliato agire muro contro muro perché, anche se uno dei due
crolla, l’altro resta in piedi e impedisce di fatto alle parti di incontrarsi. Molto meglio imparare ad essere diplomatici: un approccio del genere è
applicabile in tutte le situazioni. Mai, quindi, adottare atteggiamenti accusatori ma ricercare sempre il dialogo;
• ATTENZIONE: essere diplomatici non significa adottare atteggiamenti untuosi o servili, ma solo avvalersi in modo diverso della parola e agire in modo
da non creare ulteriori conflitti. Ad esempio, NON affronteremo mai un docente in Consiglio di classe accusandolo in presenza dei colleghi, ma
richiederemo un incontro riservato durante il quale avremo modo di esporre i problemi e di ascoltare le sue ragioni;
• nell’affrontare un problema è sconsigliato partire a sprone battuto con battagliere lettere al Dirigente scolastico. La prassi corretta per risolvere
situazioni spiacevoli è la seguente (attenzione: ogni gradino va affrontato se la strategia precedente non ha dato esiti positivi): 1) contattare i
diretti interessati, separatamente, e ascoltare le diverse ragioni 2) cercare una mediazione tra le parti 3) rivolgersi al Coordinatore di classe e
contattare il Comitato Genitori per un parere 4) portare il problema in Consiglio di classe 5) chiedere un incontro con il Dirigente;
Spesso l’unico sistema per sanare un conflitto è il compromesso.
CONSIGLIO DI CIRCOLO
Organo di indirizzo e di gestione degli aspetti economici e organizzativi generali della scuola, costituito da tutte le componenti dell’Istituto:
docenti, alunni, genitori e personale non docente; il Dirigente scolastico ne è membro di diritto. Il C.d.C. è presieduto da un genitore e si
rinnova con cadenza triennale tramite ELEZIONI (vedi). Nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni i componenti sono 19:
• otto rappresentanti del personale docente
• due rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario
• quattro rappresentanti dei genitori
• quattro rappresentanti degli alunni
• il dirigente scolastico
Molti ritengono il C.d.C. un organo che sostanzialmente si limita ad approvare il bilancio; in realtà il Consiglio di Istituto:
• elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento della scuola;
• delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo (programma annuale); stabilisce come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento
amministrativo e didattico;
• delibera in merito all’adozione del Regolamento interno dell'istituto;
• stabilisce i criteri generali in merito a:
o acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche, dei sussidi didattici (audio-televisivi, libri) e di tutti i materiali
necessari alla vita della scuola;
o partecipazione dell'istituto ad attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo svolgimento di iniziative assistenziali;
o organizzazione e programmazione della vita e dell'attività della scuola, comprese le attività para/inter/extrascolatiche (calendario scolastico,
programmazione educativa, corsi di recupero, visite e viaggi di istruzione, ecc.), nei limiti delle disponibilità di bilancio;
o definisce gli indirizzi generali del POF (DPR 275/99) elaborato dal Collegio Docenti;
• indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'assegnazione dei singoli docenti alle classi (D.Legs. 59/03 Art.7 comma 7)
e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe;
• stabilisce i criteri per l'espletamento dei servizi amministrativi ed esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici
scolastici.
Il C.d.C. elegge al suo interno una GIUNTA ESECUTIVA (vedi).
COME
DELEGA
Ogni genitore impossibilitato ad intervenire all’assemblea dei genitori può incaricare qualcun altro a rappresentarlo. In tal caso compilerà una
semplice delega scritta conferendo alla persona che lo rappresenterà potere decisionale e dichiarando di accettare quanto verrà deliberato
dall’assemblea.
Non sono ammesse deleghe in caso di elezioni dei rappresentanti di classe.
DIRETTICO Co. Ge.
E’ eletto dall’Assemblea ed ha potere propositivo. Il Direttivo elegge al suo interno Presidente, Vicepresidente, Segretario, Tesoriere
(questa carica è prevista solo per l’Associazione). Gli altri membri del Direttivo costituiscono i Consiglieri. Il Direttivo si rinnova
annualmente o come previsto dallo Statuto.
DIRIGENTE SCOLASTICO
Al capo d’Istituto sono state attribuite, con la dirigenza, una vasta serie di responsabilità ed incombenze: egli è innanzi tutto il legale
rappresentante della scuola a cui si indirizzano tutte le richieste ed è titolare delle relazioni sindacali. Il Dirigente scolastico presiede la
GIUNTA ESECUTIVA ed il Collegio Docenti, è membro del Consiglio di Istituto, ordina le spese, concede autorizzazioni, firma gli atti, è responsabile
della sicurezza. Tramite la Segreteria accoglie le iscrizioni e rilascia i nullaosta per il trasferimento ad altre scuole. Partecipa inoltre agli
incontri in cui si concordano i piani educativi individualizzati (P.E.I.) per gli alunni portatori di handicap. Coordina tutta l’attività dell’istituto
e si avvale di collaboratori che lo coadiuvano nell’esercizio delle sue funzioni.
Il rapporto genitori/dirigente non deve essere un rapporto di sudditanza come avviene, purtroppo, quando il Dirigente è una persona accentratrice che
non ama ingerenze nel suo “regno”. Un Dirigente del genere ha spesso problemi di relazione anche con quelli che considera, a torto, suoi sudditi:
docenti, personale ATA e alunni. Un Dirigente aperto e disponibile favorirà invece l’instaurarsi di un rapporto di collaborazione con i rappresentanti
dei genitori; questa collaborazione deve servire a migliorare e qualificare sempre più la scuola, nell’interesse immediato degli alunni e in quello
futuro della collettività.
DOCUMENTO PROGRAMMATICO SULLA SICUREZZA
È la nuova legge sulla privacy. Il Decreto Legge 196/03 stabilisce che le scuole debbano dotarsi di un DPS in quanto raccolgono e trattano dati di
tipo personale (anagrafe degli alunni, valutazioni, certificazioni, curricola e stipendi dei docenti, …) spesso sensibili (origine
etnica/religione/stati e dati sanitari). Il DPS, che deve essere redatto entro il 31 giugno del 2005 ed aggiornato annualmente, ha la finalità di
garantire (Art.36) la riduzione al minimo dell’accesso non autorizzato ai dati personali, del rischio di distruzione o perdita anche accidentale dei
dati, del trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta e quindi del rispetto della privacy.
Il Documento deve: descrivere in maniera completa tutte le misure di sicurezza poste in essere, con la puntuale definizione della Gestione dei Sistemi
di Autenticazione, Autorizzazione, Antivirus, ecc.; documentare le Misure Minime di Sicurezza (Art. 33); consentire la verifica periodica delle
procedure di tutela dei dati.
La descrizione sintetica del DPS potrà utilmente essere resa nota alle rappresentanze dei genitori ed inclusa nella carta dei Servizi.
COME
E-MAIL
Cosa dire di questo moderno mezzo di comunicazione? Pratico e veloce consente di raggiungere più persone contemporaneamente ma, soprattutto, permette
di trasmettere lo stesso messaggio in modo univoco: se si ha l’accortezza di creare un “gruppo” nella nostra rubrica elettronica (dove inserire,
ad esempio, gli indirizzi dei genitori della nostra classe) il messaggio che invieremo al gruppo giungerà a tutti coloro che ne fanno parte, basta
un solo “invia” ed è fatto. Non correte il pericolo di dimenticare qualcuno o di dire cose diverse. E poi offre il vantaggio di poter inviare i messaggi
nelle ore più impensate: di giorno, di notte, nei giorni feriali o festivi, vestiti o seminudi, mangiando un panino o con i bigodini in testa. Tramite
la posta elettronica si allegano verbali, si convocano assemblee, si discute, si diffondono notizie: tutto in un click. Quante FOTOCOPIE (vedi) in
meno e quanto tempo risparmiato al telefono: chiami, non c’è nessuno, richiami è occupato, riprovi dopo un po’ e la persona che cercavi è uscita…
Impariamo ad apprezzare di più questo mezzo: ha il vantaggio di essere silenzioso e, se proprio non si vuole essere disturbati, basta non accendere il
computer o non avviare il programma di posta…
COME
FONDO CASSA SCOLASTICA
È responsabilità del Rappresentante di Classe: si occupa della raccolta fondi all’inizio di ogni anno scolastico ed eredita quella dell’anno precedente.
Questo fondo viene utilizzato per l’acquisto di materiale scolastico richiesto dagli insegnanti e materiale igienico. È compito del Rappresentante
fornire una periodica e dettagliata documentazione agli altri genitori sulle spese effettuate.
FOTOCOPIE
Note dolenti per questo importantissimo strumento di informazione; tramite di esso infatti, si convocano assemblee, si inviano verbali, si allegano
questionari, circolari, avvisi, elenchi, ecc. ecc. ecc.
Stabilito che, almeno per un po’ di anni ancora, la fotocopia non potrà essere sostituita completamente dagli altri mezzi di comunicazione più moderni
(e-mail, ecc.), rimane da risolvere il problema di dove farle, come distribuirle, e, soprattutto, a chi tocca pagarle.
Esistono varie alternative, che indichiamo di seguito, e che ciascun rappresentante può adottare, scegliendo tra la più conveniente sia dal punto di
vista economico che da quello logistico-organizzativo.
1- Fotocopie da distribuire alla classe:
a. il rappresentante s’impegna a fare le fotocopie senza chiedere rimborsi (caso più frequente). Se i rappresentanti sono più d’uno possono
suddividersi le fotocopie da fare;
b. a turno i genitori della classe s’incaricano di svolgere questo servizio;
c. a inizio anno i genitori versano al rappresentante una quota da destinare alle spese di fotocopiatura. Pratica assai utilizzata soprattutto nelle
scuole dell’obbligo (la famosa “cassa scolastica” che, peraltro è vietata). Problema: c’è sempre chi paga e chi no;
d. quasi sempre nella classe c’è il genitore che si rende disponibile a fare le fotocopie: spesso, però, utilizza la fotocopiatrice del posto di
lavoro, rischiando di andare incontro a problemi con il capo;
e. evitare le fotocopie e utilizzare il telefono: se avete tempo, voglia e pazienza… auguri!
2 - Fotocopie del Comitato o dell’Associazione Genitori: il problema diviene ancora più complesso perché non si tratta più di 20/25 copie ma
di 500/1000 fotocopie per volta (dipende dal numero degli iscritti). Le alternative:
a. appoggiarsi ad una tipografia esterna e dedurre le spese dal bilancio. E’ la soluzione più semplice, ma dipende da quanto è ricco il Comitato:
se nessuno versa la quota associativa…;
b. chiedere alla scuola, cioè al Dirigente, l’utilizzo della sala stampa. In questo caso gli accordi variano da istituto ad istituto: c’è il
Comitato che versa un contributo annuale, c’è chi fornisce la carta e il toner e c’è l’istituto che non chiede nulla in cambio (con tutti i tagli ai
finanziamenti di questi anni sarà dura trovarne!);
c. soluzione intermedia: distribuire le fotocopie ai soli rappresentanti, incaricandoli di divulgare il contenuto ai genitori della loro classe nel
modo che ritengono più opportuno (vedi punto 1);
d. soluzione per Comitati ricchi che dispongono anche di un locale all’interno dell’istituto: acquistare una fotocopiatrice;
e. soluzione per Comitati poveri: stampare un’unica fotocopia e appenderla alla bacheca genitori... se c’è.
Naturalmente la distribuzione avverrà per mezzo degli alunni: previo permesso del Dirigente, si definiscono le modalità per la distribuzione
(di solito sono i bidelli che distribuiscono le copie nelle classi); i bambini dovrebbero poi consegnare il documento ai loro genitori. L’alternativa
rimane la spedizione postale (!). L’alternativa migliore sarebbe la posta elettronica, ma non tutti i genitori sono sufficientemente “informatizzati”,
purtroppo.
FUNZIONI OBIETTIVO
Sono insegnanti ai quali il Collegio Docenti attribuisce funzioni aggiuntive connesse alla realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa.
Spetta al Collegio Docenti individuare le funzioni obiettivo oltre che stabilire le competenze ed i requisiti professionali necessari per l’accesso a
ciascuna funzione. Il Collegio designa il docente destinato a svolgere le funzioni obiettivo scegliendolo tra tutti coloro interessati a ricoprire
l’incarico. Ad attribuzione avvenuta i docenti designati presentano un progetto che descrive le aree di intervento privilegiate, gli obiettivi, i tempi,
le risorse disponibili e/o necessarie, i risultati attesi, ecc. A conclusione di ciascun anno scolastico il Collegio Docenti valuta l’intera attività
legata alle funzioni obiettivo sulla base di una relazione redatta dall’insegnante incaricato e delle indicazioni fornite dal Dirigente scolastico.
Questa valutazione riveste particolare importanza ai fini dell’eventuale conferma degli incarichi negli anni successivi.
COME
GIUNTA ESECUTIVA
Predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo; prepara i lavori del Consiglio di Istituto e cura l'esecuzione delle relative delibere;
propone al Consiglio di Circolo il programma delle attività finanziarie, allegando un'apposita relazione e il parere di regolarità contabile del
Collegio dei Revisori.
La Giunta viene rinnovata, come il C.d.C., ogni tre anni tramite elezioni ed è composta da:
• il Dirigente scolastico, che presiede la Giunta e rappresenta il Consiglio di Istituto
• il Direttore dei servizi generali e amministrativi, che svolge anche funzioni di segretario.
I componenti di giunta hanno un compito delicato ed importante: far conoscere per tempo ai loro pari i temi in discussione, così da permettere agli
interessati di formulare proposte e fare valutazioni prima della riunione del Consiglio di Circolo.
COME
HELP
Parola che può assumere vari significati. Può indicare:
• gli interventi di sostegno individuale (o per piccolissimi gruppi) previsti da alcuni Istituti per gli alunni che necessitano di un immediato e
breve intervento di recupero.
• l’invocazione d’aiuto da parte dei rappresentanti neo-eletti, soprattutto nelle classi prime.
• la richiesta avanzata periodicamente dal Presidente del Comitato Genitori.
HURRA'
Tipico grido di esultanza emesso dagli alunni al termine dell’anno scolastico. È molto utilizzato anche da tutti i genitori scampati
all’elezione di rappresentante.
COME
INGRESSO A SCUOLA
L’accesso a scuola deve essere sempre autorizzato dal personale di servizio, anche se frequentiamo la scuola da anni e ormai ci conoscono.
Vi sono infatti delle situazioni particolari per cui, per ragioni di sicurezza o altro, l’accesso a scuola è vietato o limitato: periodo elettorale,
periodo degli esami, lavori in corso, ecc. In alcuni Istituti è richiesta la segnalazione scritta della propria presenza (firma all’entrata,
comunicazione, ecc.).
INTERNET
Le potenzialità di questo mezzo sono realmente infinite, pertanto imparate a navigare se non volete rischiare di… annegare. In ogni caso sarà
difficile non rimanere impigliati nella rete: veleggiando da un sito all’altro pescherete notizie, documenti, spunti, temi di riflessione, risposte
e molto altro ancora. Alla voce LINK sono elencati alcuni siti che possono essere utili, ma non dimenticate di visitare anche i siti delle scuole:
ce ne sono di bellissimi e, consultando quello del vostro istituto, potrete informarvi senza dovervi muovere da casa ogni volta.
I.S.E.E.
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è un indicatore del grado di benessere di una famiglia: l’ISEE considera infatti la
situazione familiare e non quella di un singolo componente. L’ISEE quindi, è dell’intera famiglia: tutti i componenti della stessa famiglia avranno
un ISEE uguale.
L’ISEE viene calcolato tenendo conto del
reddito (i redditi di tutti i familiari così come appaiono nella denuncia dei redditi), del
patrimonio
mobiliare (depositi bancari, titoli, alla data del 31 dicembre) e di quello
immobiliare (case, terreni), del
numero dei componenti della famiglia
e di
particolari situazioni (presenza di invalidi, di un solo genitore, di entrambi i genitori lavoratori, ecc.). È prevista un’esenzione per la
prima casa ed una franchigia sul patrimonio.
L’indicatore ISEE di una famiglia viene certificato dall’INPS, dai Comuni o dai Centri di Assistenza Fiscale (CAF): su Internet è possibile scaricare
programmi per il calcolo del proprio ISEE.
Il certificato ha validità di un anno ed è quindi possibile riutilizzare il certificato ISEE già ottenuto per altri scopi.
COME
LIBRI
Tutti gli anni, nell’ultimo Consiglio di classe, c’è una voce dell’O.d.G. dedicata alla scelta dei libri di testo. Alcune considerazioni:
1. i libri da scegliere saranno adottati nella classe che prenderà il nostro posto: le prime scelgono per le future prime, le seconde per le future
seconde, ecc.
2. solitamente i libri sono già stati decisi dai docenti e poco spazio è lasciato ai genitori in merito. Di fatto, il nostro parere si riduce ad un
assenso alla scelta fatta. E’ peraltro difficile per un genitore, a meno che sia un “addetto ai lavori”, giudicare un libro: bisognerebbe conoscere i
criteri da privilegiare per adottare un testo, confrontare più testi e conoscere la metodologia di lavoro dei docenti.
I libri, comunque, devono essere messi in visione prima dell'adozione che in genere si effettua a maggio.
LINK
www.istruzione.it Sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
(MIUR). Per accedere alle informazioni direttamente alla fonte
www.istruzione.lombardia.it Sito
dell’Ufficio Scolastico Regionale dal quale è possibile attingere informazioni
anche riguardo i bandi dei buoni scuola e delle borse di studio
www.edscuola.com Sito aggiornatissimo sulla
normativa più recente e non solo
www.tuttoscuola.com Newsletter che
propone in modo gradevole le novità del pianeta scuola. Iscriversi è
semplicissimo: basta inserire il proprio indirizzo di posta elettronica e
potete già cominciare a navigare. Consiglio: consultate la sezione relativa
alle gite
www.comitatigenitori.it Sito gestito
da genitori riuniti in Associazione che ha la finalità di costruire una rete di
aiuto e discussione via Internet richiamando normative ed esperienze.
Iscrizione: come sopra o con contributo se volete diventare sostenitori
www.age.it Associazione Italiana Genitori (A.Ge.)
www.genitoridemocratici.it Coordinamento Genitori Democratici (C.G.D.)
COME
MAGGIORANZA
L’assemblea, quale organo collettivo, esprime la sua volontà con il sistema della MAGGIORANZA che può essere
semplice, assoluta, qualificata, fermo restando il rispetto del numero legale (vedi VALIDITA’).
•
Maggioranza semplice o relativa: è richiesto il voto favorevole della metà più uno dei
presenti
•
Maggioranza assoluta: è richiesto il voto favorevole della metà più uno dei
componenti
•
Maggioranza qualificata o proporzionale: è richiesto il voto favorevole dei 2/3 dei
componenti.
Un esempio pratico ci darà un’idea dei numeri. In un istituto i rappresentanti eletti sono 78 (componenti). All’assemblea, in seconda convocazione,
si presentano 18 rappresentanti (presenti). Per deliberare saranno necessari, a seconda dei vari criteri:
• maggioranza semplice:
10 voti favorevoli (metà più uno dei presenti)
• maggioranza assoluta:
40 voti favorevoli (metà più uno dei componenti)
• maggioranza qualificata
52 voti favorevoli (2/3 dei componenti)
Nella quasi totalità dei casi si utilizza, per ovvi motivi di praticità, la maggioranza semplice.
COME
ORARI
E’ formulato dal Collegio Docenti e deliberato dal Consiglio di Circolo. Le variazioni di orario dovute a causa di forza maggiore
(assenze insegnanti, eventi straordinari, ecc.) vengono, quando possibile, comunicate con anticipo dalla scuola tramite circolari o avvisi annotati
dagli alunni sul diario.
ORGANI COLLEGIALI
Sono organismi di governo e di gestione delle attività scolastiche a livello territoriale e di singolo istituto. Sono composti dai rappresentanti
delle varie componenti della scuola: docenti, alunni, genitori e personale A.T.A. Il prossimo futuro prevede la riforma degli OO.CC. che, attualmente,
si dividono in
organi collegiali territoriali (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, Consiglio Regionale dell’istruzione, Consiglio scolastico
locale) e
organi collegiali scolastici rappresentati da:
• Consiglio di intersezione (scuola dell’infanzia, ex scuola materna)
• Consiglio di interclasse (scuola primaria, ex scuola elementare)
• Consiglio di classe (scuola secondaria di primo e secondo grado, ex scuola media e superiore)
• Consiglio di Circolo (scuola primaria)
• Consiglio di Istituto (scuola secondaria di primo e secondo grado)
• Giunta esecutiva
• Collegio docenti (non prevede la partecipazione dei genitori)
ORGANIGRAMMA
Ogni Istituto deve provvedere ad organizzare una struttura interna in cui vengono dichiarati esplicitamente ruoli, funzioni e competenze all’interno
dell’Istituto. Conoscere l’organigramma significa potersi rivolgere alla persona giusta per ogni tipo di richiesta o problema, chiedendo un appuntamento.
COME
PARCHEGGIO
Difficile trovarlo, salvo rari e fortunati casi. In ogni caso evitare di parcheggiare davanti ai cancelli della scuola e di imbottigliare altre auto,
soprattutto quelle dei docenti che hanno appena terminato gli scrutini: rischiate il linciaggio!
PARTECIPAZIONE
Oltre alla difficoltà oggettiva nella comunicazione, i rappresentanti lamentano anche una scarsa rispondenza da parte dei genitori alle richieste di
collaborazione. Ciò può essere spiegato in vari modi: innanzi tutto spesso si ritiene, a torto, che eleggere il rappresentante significhi delegare a
lui tutti compiti. In realtà il rappresentante come può rappresentare i genitori se non conosce le loro opinioni? E come possono pretendere i genitori
di essere ben rappresentati se non dicono come la pensano? Certo, spesso motivi familiari o di lavoro impediscono la partecipazione attiva, ma una
telefonata si può fare, un biglietto lo si può scrivere. Invogliamo i genitori a contattarci (vedi COMUNICAZIONE) e contattiamoli noi per primi.
Esistono anche i genitori sfiduciati, quelli che: “tanto non cambia niente… tanto decidono sempre loro… l’importante è che mio figlio/a vada bene… non
ho tempo da perdere…” e via di seguito. Qui occorre una buona iniezione di fiducia, ma rispettiamo anche la scelta di chi non vuole farsi coinvolgere.
L’importante è fare del nostro meglio e non tralasciare nessuna opportunità per stimolare ed invogliare la gente a partecipare. Se poi questo non
avviene, non significa che siamo dei falliti. L’importante è anche dare il buon esempio: se siamo noi i primi a disertare le riunioni o a sentirci
demotivati non possiamo accusare gli altri di assenteismo e di scarsa partecipazione.
Tutto, naturalmente, funziona meglio negli istituti che hanno la partecipazione nel loro DNA, a partire dal Dirigente Scolastico.
PERSONALE A.T.A.
Il personale A.T.A. (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) svolge all’interno della scuola mansioni che non sempre sono ben conosciute. In sintesi:
D.S.G.A. ovvero Direttore dei servizi generali ed amministrativi (ex Segretaria/o): sovrintende e coordina le attività di tutto il personale A.T.A.
posto alle sue dirette dipendenze e vigila sul buon andamento dei servizi. Gestisce gli aspetti contabili e finanziari e rilascia certificati.
Assistenti amministrativi (ex Applicati): seguono i vari settori di cui si occupa la segreteria. Possono ritirare documenti e rilasciare ricevute.
Assistenti tecnici (ex Tecnici di laboratorio): coadiuvano i docenti nelle attività di laboratorio e curano la manutenzione e il buon funzionamento dei
sussidi didattici loro affidati (computer, attrezzature scientifiche, audiovisivi, ecc.).
Collaboratori scolastici (ex Bidelli): hanno compiti di sorveglianza e di pulizia. Regolano l’accesso ai locali scolastici, gestiscono il centralino
e la sala stampa (produzione fotocopie), svolgono commissioni all’esterno della scuola.
P.O.F.
Acronimo di
Piano dell’Offerta Formativa. E’ il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale dell’Istituto ed espone,
sia in forma sintetica sia estesa, la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che la scuola ha adottato nell’ambito
della sua autonomia. Solitamente ai genitori viene distribuita la versione sintetica: quella estesa è consultabile a scuola oppure sul sito web
dell’Istituto. Il POF è aggiornato ogni anno a cura di un’apposita commissione del Collegio Docenti e deve essere adottato dal Consiglio di Istituto.
PROGETTO - PIANO DELLE ATTIVITA'
Sono la traduzione del POF, insieme alla PROGRAMMAZIONE DIDATTICA (vedi). Sono approvate dai Consigli di classe, dal Collegio Docenti e, soprattutto,
dal Consiglio di Istituto
PROGRAMMA ANNUALE
Indica il documento di previsione delle entrate/uscite deliberato dal Consiglio di Istituto, viene “aggiustato” con modifiche in corso d’anno, contiene
il consuntivo finale. L’aspetto formale dei conti è certificato da revisori esterni all’istituto, quindi la parte più interessante per i genitori
riguarda la relazione che lo accompagna.
Qui vengono esposti gli obiettivi e le finalità generali che l’istituto vuole perseguire con i fondi a sua disposizione, vengono esplicitati i
PROGETTI e le attività che la scuola sovvenziona, chi ne è responsabile, quali somme sono investite: dà quindi un quadro delle priorità che
l’istituto si sta dando. Nel documento consuntivo sono poi espresse le valutazioni su cosa effettivamente è stato fatto e con quali risultati.
Si può anche verificare quanti denari le famiglie versano alla scuola sotto forma di contributi o di pagamenti per viaggi, attività teatrali,
corsi, ecc.
PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
La programmazione annuale delle diverse materie è solitamente distribuita in copia integrale entro novembre ai rappresentanti dei genitori e
degli alunni di ciascuna classe. La distribuzione avviene, secondo i casi, d’ufficio o su richiesta; talvolta la programmazione è disponibile
on-line sul sito dell’istituto e la consultazione è regolata da criteri che variano da istituto ad istituto.
Nel caso la programmazione sia su supporto cartaceo per portarla a conoscenza di tutti i genitori (trattandosi di un bel malloppo è improponibile
fare fotocopie per tutti) si può ricorrere a due sistemi:
1. far circolare il “malloppo” tra i genitori, tramite gli alunni: metodo lungo e talvolta pericoloso perché c’è sempre qualcuno che lo perde o lo
deteriora;
2. avvisare che la programmazione è in vostro possesso: chi volesse prenderne visione è pregato di contattarvi. In genere non la richiede mai
nessuno...
Leggete sempre la programmazione: vi consentirà sia di conoscere cosa e come i vostri figli apprenderanno nel corso dell’anno scolastico sia di
fare proposte coerenti in Consiglio di classe.
COME
QUALITA'
In quasi tutti gli Istituti si sono attivati i “Sistemi di Gestione per la Qualità”. Il Sistema Qualità, in estrema sintesi, prevede che esistano
dei documenti scritti, le “procedure”, che descrivono “chi fa cosa” e “come”: le procedure devono essere a disposizione per la consultazione.
Possono esistere procedure relative a: pulizia e manutenzione, controllo e sicurezza, uscite didattiche e viaggi d‘istruzione, comunicazioni scuola-
utenza, scambi educativi e stage, attività di recupero, ecc. Eventuali reclami che, nel linguaggio della qualità si chiamano “non conformità”, vanno
sollevati nel caso si riscontri una difformità tra quanto scritto in procedura e quanto in realtà accade. Il Sistema Qualità ruota attorno alla figura
del Responsabile del Sistema la Qualità (RSQ) al quale vanno indirizzati reclami, suggerimenti, segnalazioni secondo le modalità stabilite da una
specifica procedura intitolata di solito “Gestione delle non conformità”. I reclami possono riguardare la sicurezza, i tempi scolastici, i locali e le
attrezzature, i documenti, l’informazione, ecc.
QUOTA ASSOCIATIVA
Somma richiesta ai genitori per sostenere le attività del Comitato/Associazione. E’ un contributo volontario il cui ammontare è stabilito
autonomamente da ogni comitato. Associatevi, gente, associatevi!
COME
RAPPRESENTANTE
Genitore a cui è rivolto questo manuale.
Alla voce COMPITI DEL RAPPRESENTANTE sono stati descritti il ruolo e le funzioni del rappresentante di classe dei genitori nella scuola di oggi.
Vedi anche ASCOLTO – COMUNICAZIONI – DELEGA - CONSIGLIO DI CLASSE E DI ISTITUTO – COMITATO GENITORI – ASSEMBLEA – CARATTERISTICHE – CONFLITTI -
PARTECIPAZIONE… insomma, sfogliate e troverete: noi non siamo riusciti a togliere niente!
Nelle proposte di riforma degli Organi Collegiali la figura del rappresentante probabilmente sparirà e le sue funzioni saranno svolte
dall’ASSEMBLEA DI CLASSE con tutti i genitori; ogni famiglia, infatti, è portatrice di una propria visone della scuola che il rappresentante di
classe non può pensare di conoscere e rappresentare.
LIMITE: in mezz’ora di tempo quanto ascolto reciproco potrà mai esserci tra le componenti?
RAPPRESENTANZA
Il progetto educativo nella scuola si costruisce anzitutto nella comunicazione tra insegnante e alunno e si arricchisce in virtù dello scambio
con l’intera comunità che, attorno alla scuola, vive e lavora. La partecipazione dei genitori diviene allora un elemento fondamentale per la
realizzazione del progetto scolastico. Gli Organi Collegiali prevedono sempre la rappresentanza dei genitori, ad esclusione del Collegio Docenti,
e sono tra gli strumenti che possono garantire sia il libero confronto fra tutte le componenti scolastiche sia il raccordo tra scuola e territorio.
REGOLAMENTO D'ISTITUTO
E’ l’insieme delle regole che governano i vari aspetti dell’attività scolastica quotidiana: viene deliberato e/o modificato in Consiglio di Istituto
(che può anche regolamentare se stesso) e tutti sono tenuti a conoscerlo e a rispettarlo.
All’inizio dell’anno scolastico un estratto del REGOLAMENTO DI ISTITUTO viene illustrato e consegnato agli alunni delle classi prime (eventualmente
richiederlo in Segreteria); spesso è consultabile on-line.
Il regolamento può e deve essere elaborato con la partecipazione di tutte le componenti della scuola. Comprende anche il regolamento disciplinare che
deve ispirarsi ai criteri definiti nel DPR 249/98 (Statuto degli alunni e delle studentesse). Non va confuso con il Regolamento del Consiglio
d'Istituto, normativa più ristretta che regola l'attività dell'organo decisionale della scuola.
RELIGIONE
La richiesta di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della Religione Cattolica va fatta il primo anno insieme alla domanda di iscrizione;
sono consentite eventuali variazioni nella scelta che vanno espresse sempre all’atto dell’iscrizione alle classi successive. La normativa è regolata
dal DPR 751/1985 modificato dal DPR 202/1990. I moduli per la scelta devono contenere, per chi non si avvale dell'IRC, la chiara indicazione fra le
seguenti opzioni:
• attività didattiche e formative
• studio individuale
• nessuna attività
• non presenza nei locali scolastici.
In teoria per gli alunni che non “fanno religione” dovrebbero esistere delle “attività alternative”. In pratica, per motivi sia
contrattuali/organizzativi sia economici (leggi: tagli), queste attività sono difficilmente proponibili nelle scuole superiori e gli alunni
trascorrono l’ora come meglio credono: nel migliore dei casi studiando, nel peggiore… fumando in cortile. Nel caso in cui l’ora di religione sia
posta all’inizio o alla fine dell’orario scolastico è possibile chiedere al Dirigente l’autorizzazione all’entrata posticipata o all’uscita anticipata.
RICEVIMENTO GENITORI
I docenti mettono a disposizione, al mattino e solitamente su prenotazione, un’ora settimanale per il ricevimento individuale. Quasi tutte le scuole
prevedono anche due ricevimenti generali pomeridiani, uno per ciascun quadrimestre, per i genitori che non possono utilizzare le ore di ricevimento del
mattino. Gli orari di ricevimento sono comunicati ad inizio anno scolastico tramite circolari ma si possono anche visionare, a seconda della scuola,
all’Albo dell’Istituto, sul Notiziario Scolastico o sul sito web.
In casi particolari (assenze ripetute, difficoltà di apprendimento, comportamenti anomali, ecc.) i genitori possono essere convocati per un colloquio
dal Coordinatore o dal Dirigente scolastico anche al di fuori dell’orario di ricevimento.
COME
SCAMBI CULUTRALI
In alcune scuole si attivano scambi con l’estero: classi di alunni stranieri vengono ospitate per un certo periodo (in genere una settimana) in Italia,
presso le famiglie, e successivamente le classi italiane si recano all’estero, ospiti a loro volta delle famiglie straniere. Gli alunni che effettuano
gli scambi sono solitamente accompagnate dai professori che frequentano, per tutto o parte il periodo di soggiorno, le lezioni. Ogni istituto prevede
proprie modalità di scambio.
SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI
In caso di sciopero gli insegnanti
non sono tenuti a comunicare preventivamente la loro adesione. Solitamente la scuola avvisa i genitori
di non poter garantire il regolare svolgimento delle lezioni e che gli alunni potrebbero uscire anticipatamente (vedi anche USCITE).
SCRITTE
E’ vietato scrivere su banchi o muri ingiurie rivolte a docenti e/o al Dirigente scolastico.
E’ preferibile chiedere un colloquio o scrivere una lettera (evitare quelle anonime o minatorie…).
SEGRETERIA
Segreteria didattica - Segue da vicino tutto ciò che riguarda gli alunni: iscrizioni, frequenza, gite, elezioni scolastiche, ecc.
Segreteria amministrativa - Come dice la parola stessa cura la parte amministrativa della scuola: fornitura materiali, pagamenti, rilascio ricevute,
corrispondenza, protocollo, ecc.
Per evitare spiacevoli discussioni o inutili attese è consigliabile assicurarsi sempre degli orari di apertura degli sportelli ed evitare l’accesso
in giorni e orari non previsti.
SICUREZZA
Solitamente ogni Istituto nomina un Responsabile per la sicurezza e predispone, tra le altre cose il Piano di Evacuazione con relative esercitazioni.
I genitori possono segnalare le lacune in materia di sicurezza che solitamente riguardano: uscite di sicurezza (devono essere accessibili e sgombre),
impianto elettrico, infissi e serramenti, arredi e attrezzature, ascensori e montacarichi, attrezzature sportive, accessi all’istituto, ecc.
SPAZI DELLA RAPPRESENTANZA
Gli spazi della rappresentanza nella scuola di oggi:
Spazio informativo -
I rappresentanti dei genitori devono conoscere:
• il Piano dell’offerta formativa della propria scuola (POF);
• il patto formativo famiglie/scuola e alunni/docenti (Carta dei Servizi, Procedure della Qualità);
• il Regolamento disciplinare dell’Istituto;
• i criteri di valutazione adottati nella scuola (Carta dei Servizi. POF);
• le modalità di esonero dalle tasse, di assegnazione gratuita dei libri di testo (Ordinanze MIUR, fonti sindacali, Associazioni Genitori).
Spazio propositivo -
I rappresentanti dei genitori possono contribuire:
• alla costruzione e/o all’aggiornamento del POF;
• alla costruzione del patto formativo; curare che il patto formativo sia esplicitato e conosciuto da tutti i genitori e gli alunni;
• alla costruzione del Regolamento disciplinare; curare che esso sia discusso e conosciuto da tutti i genitori e gli alunni;
• a raccogliere le richieste dei genitori con figli in difficoltà di apprendimento per l’attivazione di percorsi individualizzati
(passerelle, convenzioni con la formazione professionale, sportelli di studio assistito, ecc.);
• a partecipare alle Commissioni di lavoro della scuola: Commissione Salute, Handicap, Alternanza Scuola-Lavoro, Progetto Giovani e Attività
Integrative, Commissione Disciplina, ecc. Ovviamente non è consentita la partecipazione dei genitori alle Commissioni del Collegio Docenti;
• a stimolare la scuola al rapporto con il territorio: favorire contatti con l’ente locale, le associazioni di volontariato, le associazioni culturali
presenti nel territorio;
• a raccogliere ed orientare i bisogni dell’utenza sul servizio scolastico: orario curricolare, prolungamenti d’orario (pre-post scuola), attività
integrative curricolari ed extracurricolari, ecc.
Spazio conoscitivo -
Insieme al Comitato Genitori i rappresentanti possono svolgere indagini:
• sul pendolarismo studentesco, sui trasporti per il percorso casa-scuola, sugli spazi mensa, sulle esigenze di orario dei genitori, ecc.;
• sull’utenza scolastica (provenienza, sbocchi di studio e professionali, ecc.);
• sulla dispersione scolastica;
• sul grado di soddisfazione dell’utenza (questionari, ecc.).
SPORTELLO DI ASCOLTO PSICO-PEDAGOGICO
Centro di Informazione e Consulenza a cui si può rivolgere l’alunno che abbia problemi scolastici, affettivi, familiari o che abbia semplicemente
voglia di confrontarsi. Uno psicologo dell’ASL (o un docente designato dal Dirigente scolastico o un altro operatore specializzato) riceve gli alunni
per colloqui riservati e gratuiti.
Le modalità dei colloqui variano da istituto ad istituto: solitamente si svolgono un giorno alla settimana, in orario curricolare e previo
appuntamento. Deve essere garantita la riservatezza assoluta dei colloqui.
Nel tempo e nelle esperienze autonomamente progettate nei diversi Istituti, il CIC ha assunto anche compiti di coinvolgimento degli alunni,
potenziamento della partecipazione, collaborazione fra le componenti, per la proposta di attività integrative di istituto e attività di formazione
educativa per alunni e genitori. Purtroppo, questo tipo di attività si è notevolmente ridotta a causa dell’eliminazione dei “distacchi”
dall’insegnamento per questa funzione.
STATUTO
E’ la “Carta Costituzionale” dell’Associazione/Comitato Genitori. Contiene i principi democratici, le garanzie, i diritti e i doveri.
SUGGERIMENTI
Rappresentanza significa servizio, ed è quindi consigliabile:
• avere l’elenco di tutti i genitori della classe;
• curare che le convocazioni dei consigli di classe, degli incontri formativi, delle assemblee, ecc. arrivino a tutti;
• diventare portavoce delle varie opinioni espresse dopo averle raccolte nell’assemblea di classe che precede il Consiglio di classe;
• contattare i rappresentanti degli alunni e dare spazio alle loro opinioni;
• creare un buon clima di comunicazione e di relazione fra i genitori e gli alunni presenti;
• stendere un breve verbale delle riunioni da far pervenire a tutti, compresi gli assenti (vedi PARTECIPAZIONE);
• relazionarsi con il docente Coordinatore di Classe, accordandosi con lui sulla modalità migliore per incontrarlo (magari durante le ore di colloquio
individuale, una volta al mese) in caso la classe sollevi problemi di cui è bene sia subito informato.
Talvolta la soluzione dei problemi migliora se la si affronta non individualmente, ma col contributo degli altri rappresentanti di classe e del
Comitato Genitori: sia perché i problemi sono spesso comuni, sia perché il Co.Ge. ha una visione d’insieme e storica della situazione della scuola,
ha rapporti con i genitori eletti nel Consiglio d’Istituto ed ha quindi maggiori strumenti d’intervento.
COME
TASSE SCOLASTICHE
Sono tasse di iscrizione che vanno versate tramite bollettini postali distribuiti dalle scuole. Non si versano nella scuola dell’obbligo. Sono
previste esenzioni per limiti di reddito o situazioni familiari particolari.
COME
USCITE
Le uscite anticipate degli alunni in caso di variazione dell’orario scolastico, le uscite per visite didattiche, i permessi di uscita per cause
familiari sono regolamentate dal REGOLAMENTO D’ISTITUTO (vedi). Le uscite collettive non autorizzate (scioperi degli alunni, assenze collettive, ecc.)
non sono giustificabili: il genitore deve dichiarare di essere a conoscenza dell’assenza del figlio utilizzando l’apposito spazio sul libretto
scolastico (Comunicazioni scuola/famiglia).
COME
VALIDITA' ASSEMBLEA
Le norme del Codice Civile stabiliscono che, affinché l’assemblea sia validamente costituita, è innanzi tutto indispensabile che l’avviso di
convocazione sia stato comunicato a tutti gli aventi diritto almeno 5 giorni prima della data fissata per l’adunanza; per maggior precauzione prendetevi
qualche giorno in più, ma non troppi, per evitare che l’appuntamento finisca nel dimenticatoio: una settimana-10 giorni sono sufficienti. Ricordate
che dovete avvisare anche il Dirigente (vedi ASSEMBLEA), per cui calcolate bene i tempi.
Come regola generale, e abbastanza ovvia, si può dire che l’assemblea deve ritenersi validamente costituita quando sia presente un numero
sufficientemente rappresentativo di persone, ovvero il numero legale. Esistono casi specifici (es. il Consiglio di Istituto) dove deve essere garantita
la maggioranza di presenze fra i componenti, ma nel caso di assemblee dei genitori si è molto meno fiscali. Le Associazioni Genitori invece hanno
personalità giuridica, quindi in generale, a causa della scarsa partecipazione, si adotta la modalità della “doppia convocazione”: si indice quindi la
prima assemblea in orari assurdi, in modo che vada deserta e che la gente partecipi alla seconda convocazione che richiede, per poter deliberare, un
numero inferiore di persone (vedi MAGGIORANZA). Il principio fondamentale stabilito dal Codice Civile è che le decisioni prese in un’assemblea
validamente costituita sono obbligatorie per tutti, finché non siano revocate o modificate da una valida delibera successiva. E’ consuetudine, nelle
riunioni di genitori, considerare valida un’assemblea in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti. E’ ovvio che se i rappresentanti
sono 80 e si presentano in tre, non si può certo dire che l’assemblea sia rappresentativa, anche se la riunione avviene in seconda convocazione.
VALUTAZIONI
I voti sono attribuiti secondo criteri di valutazione prestabiliti e comunicati in Consiglio di classe. La scala di valutazione è riportata nel POF.
Spesso si presenta il problema dell’uniformità delle valutazioni: non tutti i professori giudicano il lavoro con lo stesso criterio (uno stesso compito
può essere valutato diversamente da insegnanti diversi). Nell’ambito della qualità del sistema scolastico è sicuramente un nodo da sciogliere.
VECCHIO E NUOVO
Nella scuola della riforma i nomi cambiano ma la sostanza resta, quasi sempre, la stessa…
|
VECCHIA DICITURA
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NUOVA DICITURA
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Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) |
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) |
Provveditorato |
Centro Servizi Amministrativi (CSA) |
Scuola materna |
Scuola dell’infanzia |
Scuola elementare |
Scuola primaria |
Scuola media |
Scuola secondaria di primo grado |
Scuola superiore |
Scuola secondaria di secondo grado |
Di seguito si riportano solo le linee generali della Riforma Moratti (Legge n. 53/2003), in attesa dei decreti attuativi per la scuola superiore.
Dopo la scuola dell'infanzia l'articolazione degli studi e della formazione è divisa in:
Primo ciclo
• scuola primaria (5 anni)
• scuola secondaria di primo grado (3 anni con esame di stato alla fine)
Secondo ciclo
La scuola secondaria di secondo grado sarà divisa in:
•
sistema dei licei: presumibilmente saranno otto e comprenderanno tutti gli indirizzi delle superiori (liceo artistico, classico,
delle scienze umane, economico, linguistico, musicale, scientifico e tecnologico). Lo studio sarà organizzato in due bienni più un quinto anno di
approfondimento e di orientamento per gli studi universitari. Il ciclo sarà chiuso con l’esame di stato, titolo necessario per l’accesso all’università.
I licei saranno interscambiabili.
•
sistema dell’istruzione e della formazione professionale: per chi, dopo il primo ciclo, sceglierà questo canale sono previsti tre e/o quattro anni
di frequenza degli istituti professionali. A partire dai quindici anni di età si potrà continuare alternando periodi di frequenza a periodi di stage
lavorativi (
alternanza scuola/lavoro) o di vero apprendistato lavorativo. E’ previsto anche un quinto anno facoltativo al termine del quale il
superamento di un esame consentirà di accedere all'università.
I programmi scolastici avranno un nucleo fondamentale omogeneo su tutto il territorio nazionale, con una quota riservata alle regioni ed una quota
destinata all’autonomia del singolo istituto: nei programmi scolastici potranno dunque essere inserite materie di interesse specifico collegate alle
realtà locali. Ogni due anni vi sarà la valutazione del profitto da parte dei docenti: in sostanza si è promossi o respinti ogni due anni. Chi non
raggiungerà il livello minimo sarà bocciato.
Nell’ambito dei Piani di Studio Personalizzati previsti dalla riforma vi è anche l’introduzione del
Portfolio delle competenze individuali,
un fascicolo che segue l’alunno dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di 2° grado (dai 2 anni e mezzo ai 18). Il Portfolio comprende
una sezione dedicata alla valutazione ed un'altra riservata all'orientamento; raccoglie i materiali prodotti dall’alunno, le prove scolastiche
significative, le osservazioni dei docenti e della famiglia sui processi di apprendimento, i commenti sui lavori ritenuti esemplificativi delle sue
capacità ed aspirazioni personali, le indicazioni derivanti da colloqui, osservazioni, questionari e test. La compilazione del Portfolio è a cura del
coordinatore, in collaborazione con tutte le figure che si fanno carico dell’educazione e dell’apprendimento dell’alunno (quindi anche i genitori e
gli alunni tramite autovalutazione).
VERBALE
Non tutti sono concordi sull’utilizzo di questo strumento che riassume quanto viene detto in assemblea. Ci sono, come in tutte le cose, aspetti
positivi e negativi. C’è chi dice, e in parte è vero, che distribuendo il verbale si disincentiva la partecipazione e chi invece sostiene che, poiché
uno dei compiti del rappresentante è quello di informare, è suo dovere far pervenire a tutti, anche a coloro che non sono mai presenti, le notizie
riguardanti la scuola e l’attività che vi si svolge (vedi anche PARTECIPAZIONE). Per quanto detto finora, riteniamo il verbale un utile strumento di
comunicazione e anche di valutazione: in alcuni istituti, infatti, i verbali dei vari Consigli di classe vengono raccolti dal Co.Ge. Dalla loro
analisi è possibile rilevare eventuali problemi comuni da riportare alla Dirigenza (ad esempio difficoltà nel rapporto con un docente, problemi
legati al non utilizzo dei laboratori, aule fatiscenti, ecc.). Il verbale consente inoltre di divulgare avvisi, scadenze, iniziative, le soluzioni
adottate e, nel caso del Comitato Genitori, ne costituisce la “memoria storica”.
Il verbale riporterà sempre: classe, data e ora di svolgimento, presenze, ordine del giorno, breve relazione, chiara e succinta, dei temi trattati.
Ricordate di inserire le date dei futuri Manifestazioni e Incontri ed i recapiti dei rappresentanti. Evitate, quando possibile, verbali chilometrici che non
invogliano alla lettura e... costano in fotocopie.
COME
ZETA ovvero FINE
Complimenti per essere arrivati fin qui: avete dimostrato tenacia, quindi potete sicuramente diventare… un “
bravo rappresentante”!